imperturbabili pensieri ti scuotono l'anima
facendoti tremare nell' acre tuo risveglio,
è l'alba
un giovane mattino ti accoglie fra le braccia,
ti invita a respirare l'aria spumeggiante,... leggi...
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Se Tu fossi pioggia vorrei essere lago
Così potrei raccogliere e mitigare il tuo pianto
Se Tu fossi Gabbiano vorrei essere vento
Così potrei sorreggere il Tuo malinconico andare
Se tu fossi... leggi...
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Tibet Autori Vari
«E’ con grande gioia che leggo questo bellissimo libro, che contiene parole che illustrano le caratteristiche e la bellezza della cultura e della religione Tibetana, dello splendido paesaggio del “tetto del mondo”. Le poesie contenute in questo libro dimostrano sintonia con il puro, amorevole e semplice cuore del popolo Tibetano. Apprezzo moltissimo l’amore e l’affetto degli autori di queste poesie verso le tradizioni del Tibet e verso la sua eredità spirituale.
Agli autori di queste poesie va il mio ringraziamento e le mie preghiere, ma anche a tutti coloro che le leggeranno!»
Lama Geshe Gedun Tharchin
Il ricavato della vendita di questo libro sarà dedicato al beneficio dei monaci e dei rifugiati tibetani
Pagine: 59 - € 8.00 Anno: 2008
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Festa delle Donne Autori Vari
40 poesie per celebrare la Festa delle Donne
Pagine: 48 - € 6.00 Anno: 2008
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Nicomar
Le sue 162 poesie
aleggia intorno un sentimento oscuro
s’insinua attraverso corridoi segreti
panico paura in logge tetre
uomini incappucciati tremano
la pecora nera è scappata dall’ovile
-sorrideva il sole
illuminando gli occhi
a due anime diverse,
mani che si stringono
si può volare
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in un cielo terso
la notte stende tenui colori
si allunga l’ombra della luna
staccandosi da muri di follia
sogni sopiti
sotto la cenere s’infiammano
rinasce profilo
di nuovo sentimento
ora il sole
ha voglia di spuntare
riscalderà sguardi gelati
d’addii profondi,
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all’imbrunire
si restringono aperture,
pensieri freddi eludono
ingombranti rimorsi
illude allegra confusione
in mercati di periferia,
giornate afose entranti
esaltano agonia
filo spinato traccia confini
netta la distanza
fra cielo e fango
dispersi aliti di vita
nessun uccello
si
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il treno della memoria
marcia su binario morto,
il suo fischio,
un tempo allegro ritornello,
ha esaurito il soffio
nulla ha più da dire
tabelloni spenti
polvere sui passamano,
arrivi e partenze
senza più futuro,
un biglietto scaduto
ha perso le sue
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sei ancora qui
occhi chiusi stai dormendo
osservo aquiloni
trasportano teneri pensieri
in un’alba da gustare
non spezzare mai il filo
senza il tuo sorriso
potrei perdermi
cerco rotte in questo viaggio
un dolce sentimento
un momento, un’avventura
aprire una storia
volare in questo
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leggo lacrime sui fogli
rivoli che scavano in fondo
riemerge dolore antico
sbarra speranze nuove,
chiusi in un mondo abulico
il sole è un astro sconosciuto
murate le finestre del sorriso
isolata la voglia di volare
eppure basta un attimo
una soffice carezza all’anima
un bacio
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colori stinti
onde che si fondono
anime sospese
in vortici di storie,
stagliate voci
si odono lontano
stendono menzogne
su flutti in estinzione,
folli corrono i binari
non trovano riparo
chiusi in circoli viziosi
mai vedranno il mare,
di notte partono i
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si scuotono pensieri crudi
di andare smettono le ore
stridente voce
amplifica tormenti,
un corpo a sera scivola
sguardo stravolto vaga,
attende il turno l’abbaglio
stanotte si vola ad est,
alba confusa col tramonto
ruotano disordinate giostre
la bestia disattiva
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...a lui un paio di poltrone
quattro sedie e un bottone
le autostrade e poi una mano
per due regioni e expo milano
a te dell’esercito il comando
e mi gestisci il parlamento
regolando commissioni
filtra leggi e opposizioni
a questo nuovo un bel balocco
un’altra frottola d’impatto
un
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cuori incatenati nel ghiaccio
hanno smarrito il volo
fulgide ragioni d’odio
oscurano il cammino
ora non più sguardi singolari
in strade comuni
ma tutti in un recinto
solo inermi spettatori...
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dura pioggia cadrà
su sagome sfiancate
menti paralizzate,
l’orizzonte ha chiuso le porte,
albe oscure
sono pronte a spuntare,
tanti cuori si rallegrano
sazi
domani cadranno trafitti,
pugno nero
schiaccerà ogni voce
scippando giustizia sociale,
si completa il disegno,
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di nessuno questa terra
breve sosta,
stazione secondaria,
inni si alzano al cielo
è solo illusione,
coltre temporanea
labile frontiera con l’ignoto,
paura indebolisce il cuore,
smarrire l’intimo orizzonte
rifugiarsi in etiche industriali
stare con un branco
segnando confini,
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come foglia che leggera si posa
le tue labbra mi accarezzano il viso
profumi di lontane scogliere
cingono questo momento fatato
mi invitano in nuovi sentieri
orlati da pini e betulle
le tue mani fasciate di seta
fan vibrare le corde del corpo
maestosa si alza su in
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si riaccendono passioni sopite
vibrazioni scuotono
i muscoli
volano i sensi
esplorare sconosciuti sentieri
alla scoperta di luoghi segreti
apogeo di mete inviolate
dolcemente
sussurri si mutano in odi
contrazioni di morbide ninfe
irradiano effluvi d’amore
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 ora che non c’è più
nulla rimane fra le mani
solo un lontano profumo,
stancamente oltrepassa
la frontiera,
chiuderà il confine
si allineano strisce d’asfalto,
a breve la sera coprirà
i ricordi,
luci contromano
accompagnano il ritorno
un gatto
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